A MICHELE LA PORTA … la triste realtà
Caro Michele nell’ombra della notte ,dove si fa largo ai sogni , e chiudiamo la porta alla quotidianità , ci rendiamo conto che nulla ci appartiene nulla siamo . L’amarezza di questa specie di vita ha fatto si che anche l’unico senso della vita , e tu l’ho sai di cosa parlo, sia cancellato dell ‘ego razionale. Fin qui non ci spaventa , ma quando veniamo feriti da chi è rapito o si nasconde dietro le ali di anima per futili motivi è la fine. Il mito di Alcesti insegna che nessuno uomo razionale è disposto a sacrificare la propria esistenza per l’amor proprio. Nel campo di anima ho avuto l’occasione di conoscere,un anima ,e ti giuro, che l’avrebbe fatto dare tutto il cuore e l’ultimo respiro alla Venere che ha incontrato. Che pena mi fa quest’uomo chi sa come tremano le sue vene del dolore che ha ricevuto. Tuo papà mi ha sempre insegnato che la natura umana ama nascondersi,l’essere invisibile l’altro io debole fragile viene travolto dal Dio Mercurio ,giocoliere di parole,in poche parole ,noi vogliamo essere giocati e fregati dall’illusione che ci viene venduta. E’ proprio vero che chi ti da tanto viene messo da parte ,prendo in prestito gli episodi vissuti di tuo padre e cosa che succede pure a me , e l’hai vissuto pure tu. Ti ritrovi nei solchi del delirio ,il vuoto , il dolore ,tutto ciò sta a dimostrare che l’uomo è rimasto nel’era della caverna ,non ha fatto un passo di un centimetro in avanti.
Mi chiedo che colore hai il paradiso ,che calore ha l’inferno ,che grigiore ha il purgatorio ,penso che tutte e tre le sensazioni non sono cosi elevate come le viviamo noi qui adesso ,solo quando passeremo di la conosceremo la verità. Ti prego non seguirmi nel mio motto che” cazzo ci campo a fare” non imitare il viandante ,il viandante non è esempio da seguire ,non può dare nulla , non sa nulla , non sa barattare, non sa mentire, ecc e quindi non è degno di questa vita ,di questo mondo ,di questo nulla del nulla,è vero che tutti noi abbiamo le ferite ma ti prego impara ad amarle. IL viandante ha l’unica facoltà di camminare sulla melma ,che la rispetta, e non sporcarsi,mentre Cristo ,che è più alto del viandante camminava sull’acqua, e tu lo sai che l’acqua fa parte del mare di psiche e quindi il viandante è inferiore al divino.
Nessun essere si è posto la domanda ma io so amare? Ti confesso che i viandanti,visto che sono gli ultimi danno tutto se stessi in punta di piedi e con il massimo rispetto per chi gli è a fianco e per tutto quello che lo circonda.
Ho ancora una sola cosa da fare e poi spero di ritirami in vita privata e spero di farlo al più presto ,perché credo di avere una coscienza e una responsabilità. E siccome Jung diceva che la responsabilità spetta al singolo io non mi sottraggo. Sarò a fianco agli ultimi agli emarginati ai depressi con il libro dei poeti , forse qualcuno almeno sarà libero di sognare. AI pedanti,ti prego non curali sono prestigiatori di illusioni ,fanno della loro Sofia un potere uso e sopruso dell’ingenuità dei cuori,figurati con i viandanti vanno a nozze.
Promettimi di edificare la speranza ,tu hai le qualità,io non ho nulla di ciò,nemmeno le mie lacrime possono servire a qualcuno ,anzi io le trasformo in sorriso. La dura realtà ha bisogno di resistenza tu lo farai benissimo ,io invocherò il cielo che mi libera dalla fredda e gelida realtà
AMICO MIO RESISTI SO CHE E’ DURA E INSIDIOSA QUESTA ILLUSIONE CHE SI CHIAMA VITA ,MA CHE “NOI” SAPPIAMO QUANDO VALE
TI abbraccio privo della amarezza ma con il sorriso della speranza
VIANDANTEMETE
ROSARIO NADDEO