giovedì 29 settembre 2011


   A  MICHELE LA PORTA      la triste  realtà
 Caro   Michele   nell’ombra della notte ,dove  si fa largo ai sogni , e  chiudiamo  la porta  alla  quotidianità , ci rendiamo conto  che  nulla  ci appartiene   nulla siamo . L’amarezza  di questa  specie di vita  ha fatto si  che anche  l’unico  senso della vita , e tu  l’ho sai  di cosa parlo, sia cancellato  dell ‘ego  razionale. Fin qui  non  ci spaventa  , ma quando  veniamo feriti  da chi è rapito  o si nasconde  dietro le ali  di anima per futili motivi  è la fine. Il  mito di Alcesti  insegna  che  nessuno  uomo razionale è disposto  a sacrificare la propria esistenza per l’amor proprio. Nel  campo  di anima ho avuto  l’occasione  di conoscere,un anima ,e ti giuro, che l’avrebbe fatto dare tutto il cuore e l’ultimo respiro alla  Venere  che ha incontrato. Che pena mi  fa quest’uomo  chi sa come  tremano le sue vene   del dolore  che ha  ricevuto. Tuo  papà mi ha sempre insegnato  che la natura umana ama nascondersi,l’essere invisibile  l’altro io  debole fragile viene travolto  dal   Dio  Mercurio  ,giocoliere di parole,in poche parole ,noi vogliamo essere giocati e  fregati  dall’illusione che ci viene  venduta. E’ proprio vero  che  chi ti  da tanto   viene messo da parte ,prendo in prestito  gli episodi  vissuti di   tuo padre e cosa che  succede pure a   me , e l’hai vissuto pure tu. Ti  ritrovi  nei solchi  del delirio  ,il vuoto , il dolore ,tutto ciò sta a dimostrare che l’uomo  è rimasto  nel’era della caverna ,non ha fatto un  passo di un centimetro in avanti.
Mi chiedo che colore hai il paradiso ,che calore ha l’inferno ,che grigiore ha il purgatorio ,penso  che tutte e tre le sensazioni  non sono  cosi   elevate  come le viviamo noi  qui adesso ,solo quando passeremo  di la conosceremo  la verità. Ti prego non seguirmi nel mio motto che” cazzo ci campo  a fare” non imitare il viandante ,il viandante non è esempio  da seguire ,non  può dare nulla , non sa nulla , non sa barattare, non sa mentire, ecc  e quindi non è degno di questa vita ,di questo  mondo ,di questo nulla  del nulla,è vero  che tutti noi abbiamo le ferite  ma ti prego impara ad amarle. IL viandante ha l’unica facoltà  di camminare sulla melma ,che la rispetta, e non  sporcarsi,mentre  Cristo ,che è più alto del  viandante camminava  sull’acqua, e tu lo sai che l’acqua  fa parte del mare  di psiche  e quindi il viandante è inferiore al divino.
Nessun essere si è posto la domanda ma io so amare? Ti confesso che i viandanti,visto che sono gli ultimi danno tutto se stessi in punta di piedi e con il massimo rispetto  per chi  gli è a fianco e per  tutto quello che lo circonda.
 Ho ancora una sola cosa da fare  e poi spero di ritirami in vita privata  e spero di farlo al più presto ,perché credo di avere una coscienza e una responsabilità. E siccome  Jung diceva che la responsabilità spetta al singolo io non mi sottraggo. Sarò a fianco agli ultimi  agli emarginati ai depressi  con il libro dei poeti , forse qualcuno almeno sarà libero di sognare. AI pedanti,ti prego non curali sono prestigiatori di illusioni ,fanno della  loro Sofia un potere uso e sopruso dell’ingenuità dei cuori,figurati con i viandanti vanno a nozze.
Promettimi  di  edificare  la speranza ,tu hai le qualità,io non ho nulla di ciò,nemmeno le  mie lacrime possono servire   a qualcuno ,anzi io le trasformo in sorriso. La dura realtà  ha bisogno  di  resistenza tu lo farai  benissimo ,io  invocherò il cielo   che mi libera dalla  fredda   e gelida realtà
AMICO MIO   RESISTI  SO CHE E’ DURA   E INSIDIOSA  QUESTA ILLUSIONE CHE SI CHIAMA VITA ,MA CHE “NOI” SAPPIAMO QUANDO VALE
TI  abbraccio privo della amarezza ma con il sorriso  della speranza
VIANDANTEMETE
ROSARIO NADDEO

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