lunedì 24 gennaio 2011

Il viandante
Accade spesso che effetto dell’estremità dell’ ‘isolamento ,cioè basta vedere come conduciamo la vita ,chiusa in noi stessi,si dilata nella nostra anima il bisogno di comunicare con  gli altri. Ma la presenza del vuoto che ci circonda e che abbiamo dato spazio ci porta a vivere una vita senza l’essenza dell’anima. Spesso ci capita di affermare che tutto  il nostro vissuto  è passato privo di  emozioni. Perché non siamo stati capaci di conoscerci .
Come può amare l’altro da sé chi di sé non ha una vera esperienza? E come può avere esperienza di sé ,chi non si è visto riflesso ,conosciuto,nello specchio che l’altro  gli ha amorevolmente  offerto e senza  giudizio  al momento giusto? Specchiarsi si,l’eterno gioco ,quello originario,inevitabile.
Caro  Gaetano questa è la chiave ,del nostro senso della vita che abbraccia tutto e quindi tutto è luce.
 Se vogliamo un futuro che non sia fondato sul meccanicismo positivismo dobbiamo abbandonare le logiche razionale e farsi trasportare dal cuore ,non rinchiudersi nei sensi di colpa e dei falsi valori , che hanno fatti danni enormi ,vedi la natura vedi la vita sociale,vedi la politica ..
La responsabilità spetta al singolo questo è  nella “poesia” bolero , il tutto è in noi come noi stiamo al tutto.
Dostoevskij   affermava “Dio ti ha affidata a me perché non vada perduto nulla delle potenzialità e delle  ricchezze della tua anima e del tuo cuore ma,al contrario,esse crescano e fioriscano magicamente; ti ha data  a me  affinché io espii  i miei enormi  peccati tramite  te ,affinché ti  riconsegni a DIO maturata ,tesa allo scopo ,incolume ,preservata  da tutto ciò  che è volgare e uccide lo spirito”
È il compito più difficile che l’uomo possa  compiere, io da viandante orfano della luce vado per queste selve oscure .
Grazie di cuore
Rosario

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