Il viandante
Accade spesso che effetto dell’estremità dell’ ‘isolamento ,cioè basta vedere come conduciamo la vita ,chiusa in noi stessi,si dilata nella nostra anima il bisogno di comunicare con gli altri. Ma la presenza del vuoto che ci circonda e che abbiamo dato spazio ci porta a vivere una vita senza l’essenza dell’anima. Spesso ci capita di affermare che tutto il nostro vissuto è passato privo di emozioni. Perché non siamo stati capaci di conoscerci .
Come può amare l’altro da sé chi di sé non ha una vera esperienza? E come può avere esperienza di sé ,chi non si è visto riflesso ,conosciuto,nello specchio che l’altro gli ha amorevolmente offerto e senza giudizio al momento giusto? Specchiarsi si,l’eterno gioco ,quello originario,inevitabile.
Caro Gaetano questa è la chiave ,del nostro senso della vita che abbraccia tutto e quindi tutto è luce.
Se vogliamo un futuro che non sia fondato sul meccanicismo positivismo dobbiamo abbandonare le logiche razionale e farsi trasportare dal cuore ,non rinchiudersi nei sensi di colpa e dei falsi valori , che hanno fatti danni enormi ,vedi la natura vedi la vita sociale,vedi la politica ..
La responsabilità spetta al singolo questo è nella “poesia” bolero , il tutto è in noi come noi stiamo al tutto.
Dostoevskij affermava “Dio ti ha affidata a me perché non vada perduto nulla delle potenzialità e delle ricchezze della tua anima e del tuo cuore ma,al contrario,esse crescano e fioriscano magicamente; ti ha data a me affinché io espii i miei enormi peccati tramite te ,affinché ti riconsegni a DIO maturata ,tesa allo scopo ,incolume ,preservata da tutto ciò che è volgare e uccide lo spirito”
È il compito più difficile che l’uomo possa compiere, io da viandante orfano della luce vado per queste selve oscure .
Grazie di cuore
Rosario
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